Il 21 ottobre è arrivato sul mercato italiano il primo smartphone con sistema operativo Windows Phone 7. L’attesa è stata lunga, con Microsoft che negli ultimi 3 anni, dal lancio dell’iPhone, ha perso costantemente posizioni nel mercato degli smartphone. Il nuovo sistema operativo segna un punto di discontinuità fortissimo con il passato ed è forse la prima volta che Microsoft non ha reso retro compatibile un suo sistema operativo. Prima di analizzare le caratteristiche di Windows Phone 7 e le sue potenzialità di affermarsi sul mercato, è importante sottolineare come questa scelta drastica di Microsoft sia un’ulteriore testimonianza dell’importanza del mercato degli smartphone nel panorama dell’informatica mondiale. Diverse analisi prevedono che nel medio periodo, che nel mondo della tecnologia significa 2/3 anni al massimo, l’accesso a Internet attraverso dispositivi mobili supererà l’accesso tramite PC. Conquistare un ruolo di primo piano in questo mercato è quindi fondamentale per qualsiasi azienda che voglia rimanere protagonista nel mondo dell’informatica. Per Microsoft, ancora oggi leader indiscussa nel mercato dei sistemi operativi per PC, quindi è essenziale recuperare il tempo perduto e riparare agli errori, molti, commessi negli ultimi anni.
La prima cosa che si nota accendendo uno smartphone con Windows Phone 7 è l’innovativa interfaccia utente, che si distacca in modo netto dagli altri prodotti presenti sul mercato. Da un punto di vista di struttura dell’interfaccia non ci sono differenze significative fra le varie piattaforme disponibili sul mercato. Apple ha definito un paradigma ormai accettato da tutti, basato sulle App, e Nokia, BlackBerry e Android si presentano con alcune differenze, come i widget nelle schermate di Android, ma sostanzialmente ripropongono il modello base dell’iPhone, con pagine di icone da cui si accede alle varie App.
Windows Phone 7 invece propone un paradigma diverso, cercando di rendere più immediato l’accesso alle informazioni. La schermata principale propone dei Tile, termine che è forse meglio lasciare in inglese invece di tradurlo in tessere dinamiche, e l’accesso a Hub tematici, con lo schermo del telefono che diventa una sorta di finestra su una schermata che si sviluppa in orizzontale, oltre lo schermo stesso. C’è inoltre una forte integrazione con vari servizi online, sia Microsoft che non, che permette di accedere, ad esempio, ai dati sui contatti in modo diverso dal solito. Si può ad esempio collegare uno smartphone WP7 al proprio account Facebook e vedere nella scheda di un contatto nella rubrica i dati pubblicati sul social network e nell’hub le foto appena pubblicate.
In generale, un aspetto positivo di Windows Phone 7 è di proporre un’esperienza diversa da qualsiasi altro sistema operativo di smartphone e, se Microsoft riuscirà a comunicare nel modo giusto, cosa non facile, queste differenze, allora avrà una possibilità di acquisire degli utenti che non vogliono omologarsi alle modalità di interazione offerte dai concorrenti. L’aspetto di marketing sarà fondamentale per l’affermazione di Windows Phone 7. È infatti difficile immaginare che oggi un utente iPhone decida di abbandonare Apple per passare a WP7. Stesso discorso vale per utente soddisfatto del proprio BlackBerry o per chi ha appena acquistato uno smartphone Android. Questo non è comunque un problema strutturale, il mercato degli smartphone è ben lontano dall’aver raggiunto la saturazione e quindi il primo target di riferimento di Microsoft sarà chi si appresta a comprare il suo primo smartphone. Molto più complicato riuscire a raggiungere questo target, ma sicuramente i primi spot visti negli Stati Uniti confermano che questa è la strada scelta da Microsoft:
In quest’ottica potrebbe giocare un ruolo la maggiore apertura nei confronti degli operatori, che Microsoft ha messo come punto essenziale della sua strategia. Un esempio sarà la possibilità da parte di un operatore di creare un proprio Marketplace di applicazioni personalizzato, nel quale gli utenti potranno acquistare le App senza usare la carta di credito, ma scalando il prezzo dell’App dal proprio credito telefonico.
Un tema secondo me essenziale per dare a Windows Phone 7 una vera possibilità di successo saranno i partner che produrranno gli smartphone e l’attenzione che verrà data alla piattaforma Microsoft, nel portafoglio prodotti, rispetto alle altre. Può sembrare una considerazione banale, perché gli OEM sono sempre essenziali nel posizionare un sistema operativo sul mercato, ma visto lo sviluppo dell’ecosistema dei produttori di smartphone, il tema può essere visto da una prospettiva diversa.
Facciamo un passo indietro, basandoci su un’analisi fatta dal sito americano Asymco.com

Questo schema riassume l’evoluzione della ripartizione del profitto, non le unità vendute o i ricavi, nel mercato degli smartphone degli ultimi 3 anni, in pratica da quando Apple ha lanciato l’iPhone.
Prima dell’ingresso di Apple, Nokia dominava con quasi il 60%. Oggi, anzi ieri perché i dati si riferiscono al secondo trimestre 2010 e visti gli ultimi annunci di Apple la situazione si è spostata ulteriormente a favore dell’iPhone, la situazione si è capovolta e Apple domina senza possibilità di discussione. Nokia continua ad avere una percentuale significativa, anche se visto il crollo, non solo dei profitti, ma anche della percezione sul mercato, sono state prese delle misure drastiche che hanno portato a un cambio di CEO, elemento su cui torneremo fra poco. Percentuali significative anche per RIM e Samsung, che hanno strategie diametralmente opposte, da una parte RIM concentrata al 100% sul proprio sistema BlackBerry e dall’altra Samsung che ha il portafoglio più eterogeneo di prodotti, passando da Android a Windows Phone 7, oltre ad aver sviluppato Bada, la propria piattaforma proprietaria. Interessante la posizione di HTC, che da sempre si è concentrata solo sugli smartphone e che si è ritagliata uno spazio marginale, ma significativo del mercato. Sono praticamente scomparsi marchi importanti come Sony Ericsson, Motorola e LG. Ripeto, questi sono dati di profitto, non di unità vendute.
In questo scenario Microsoft, avendo deciso, comprensibilmente, di non produrre direttamente gli smartphone, ma di definire delle linee guide molto più rigide che in passato, per assicurare agli utenti un’uniformità nell’esperienza d’uso, ha un problema di non facile soluzione. Ammettendo che il trend visto negli ultimi 3 anni non si modifichi radicalmente, Microsoft ha come potenziali partner solo i produttori che generano le minori percentuali di profitto sul mercato e che comunque aggiungono gli smartphone con Windows Phone 7 a un portafoglio molto eterogeneo di prodotti, dove gli smartphone Microsoft rischiano di confondersi, anche per le scelte di naming adottate dai produttori.
Chiaramente Apple e RIM non potranno mai essere dei partner di Microsoft. Nokia qualche settimana fa ha dichiarato che sviluppare smartphone con Android sarebbe come “farsela addosso nei pantaloni, come fanno i ragazzi Finlandesi per tenersi al caldo”, tanto per citare Anssi Vanjoki, l’ex responsabile della divisione smartphone di Nokia. Più o meno nello stesso periodo però Nokia ha anche cambiato CEO, nominando Stephen Elop, proveniente da Microsoft dove era Presidente della Divisione Business. Che sia il preludio a una partnership fra Microsoft e Nokia sul fronte degli smartphone? Sicuramente entrambe le aziende hanno un disperato bisogno di recuperare una posizione di leadership su questo mercato. Nokia non sembra essere in grado con Symbian di proporre una valida alternativa a iOs e Android. Microsoft ha bisogno di un partner che sposi a pieno Windows Phone 7 e che abbia la forza di imporlo sul mercato. Non sono assolutamente in grado di prevedere se questo matrimonio si consumerà. Sono invece convinto che fra gli altri produttori solo Samsung avrebbe la forza per spingere nel modo che sarebbe necessario Windows Phone 7, ma la strategia multi piattaforma non sembra essere compatibile con gli obiettivi di Microsoft.