Ray Ozzie lascia, Microsoft presenta Office 365

Il 18 ottobre Ray Ozzie, la persona che in Microsoft ha sostituito Bill Gates come Chief Software Architect , ha annunciato di lasciare l’azienda. Nel farlo ha condiviso con il mondo un memo che va assolutamente letto, anche se a volte Ozzie usa un linguaggio leggermente criptico. L’ex manager Microsoft descrive con grande acume, che da un personaggio di questa levatura è scontato, e sfrontata franchezza, cosa invece meno comune, le forze che stanno sconvolgendo il mondo della tecnologia. La visione di Ozzie, già anticipata 5 anni fa, vede un ecosistema tecnologico creato grazie al successo del PC negli ultimi 25 anni, che oggi si sta trasformando in un luogo, virtuale, dove il ruolo del PC è messo in discussione. Il nuovo mondo tecnologico è caratterizzato da servizi della cloud e device connessi. Nella sua visione molto schietta, Ozzie elenca le molte cose positive che Microsoft ha ottenuto durante la sua permanenza in azienda, ma non nasconde i problemi, primo fra tutti il fallimento di Windows Mobile, dicendo chiaramente che altri, leggi Apple e Google, sono riusciti a imporsi nel mercato degli smartphone.

In questo nuovo mondo digitale sono quindi i servizi a ricoprire il ruolo principale e se il PC continuerà sempre ad avere un ruolo fondamentale, si diffonderanno sempre di più dei device con specifiche funzioni che, attraverso un collegamento a Internet, potranno accedere ai servizi della cloud. Per device si intendono tablet, automobili, smartphone e tutta una serie di altri prodotti che via via verranno sviluppati per interagire attraverso Internet. Ci sono degli elementi essenziali che li rendono diversi dai PC: sono immediatamente disponibili (nel senso che non devono fare un boot quando si accendono), intercambiabili e possono essere sostituiti senza problemi. I nuovi device hanno comunque un spazio di archiviazione, ma essenzialmente i dati risiedono nella cloud e quindi la memoria interna è usata essenzialmente come cache per accedere più velocemente ai dati.

Lo scorso aprile, intervenendo nel Salotto Tecnologico di Achab, ho avuto modo di condividere alcune mie considerazioni sul cloud computing. Per chi fosse interessato, il video è disponibile sul sito del Salotto Tecnologico.

Nell’ottica dei servizi basati su cloud, il 19 ottobre Microsoft ha annunciato la nuova versione degli Online Services che verranno resi disponibili nel 2011. Con il nuovo nome di Office 365, che prenderà il posto di BPOS (Business Productivity Online Services), Microsoft mette a disposizione una serie di prodotti e servizi basati su cloud, che vengono pagati attraverso un canone mensile variabile, in funzione dei servizi scelti. Office 365, sicuramente figlio della visione di Ozzie, non è una novità assoluta ma un’evoluzione significativa dell’attuale BPOS, non solo per aver scelto un nome più orecchiabile e facilmente riconoscibile. I principali servizi che fanno parte dell’offerta online sono Exchange Online, SharePoint Online e Lync Online (il nuovo nome di Unified Communications) che dal prossimo anno saranno disponibili nelle versioni 2010. Il principio di Office 365 è semplice. Invece di installare dei server, acquistare le licenze del software e dover gestire la rete, con i servizi Cloud di Microsoft si sottoscrive un contratto di servizi che prevede il pagamento di un canone mensile per ogni utente che utilizza la piattaforma. Si scelgono i servizi Cloud a cui si è interessati, si configurano e poi si usa Office 2010 come client per accedere alle funzionalità online. Per l’utente finale, quindi un dipendente dell’azienda che deve accedere alla posta elettronica o condividere un calendario, non c’è differenza, lui apre Outlook 2010 sul suo PC e non deve necessariamente sapere se il server Exchange a cui si sta collegando è fisicamente nella stanza accanto, gestito da un IT manager, o nella server farm di Microsoft.

L’utilizzo di Office 2010 come client resta un elemento necessario, ma con Office 365 assisteremo anche a una piccola rivoluzione in casa Microsoft. Per la prima volta Office Professional Plus sarà incluso in alcuni pacchetti di abbonamento, essenzialmente quelli per le aziende medio/grandi. Per Microsoft è un cambiamento di filosofia di non poco conto. Le aziende non dovranno quindi acquistare una licenza  di Office 2010 in funzione del numero delle postazioni attive. Il software completo, tanto per essere chiari quello che si installa sul PC, non le varie componenti server, sarà parte dell’abbonamento a Office 365. Il software verrà scaricato e installato sui PC dell’azienda, ma sarà funzionante e attivo solo fino a quando lo sarà anche l’abbonamento a Office 365.

Prima di chiudere va segnalato che sono attive, per tutti gli utenti di Office 2010, le Office Web Apps all’indirizzo office.live.com. In pratica, quando un utente accede a Hotmail con la propria Live ID, se sul PC è installata una copia di Office 2010, verranno attivate le Office Web Apps, con la possibilità di salvare file su SkyDrive. Le applicazioni online sono molto simili, anche se con funzionalità limitate, rispetto alle rispettive controparti su PC. Word, PowePoint , Excel e OneNote online hanno quindi l’interfaccia ribbon, possono leggere file creati su PC e, attraverso SkyDrive, è possibile condividere facilmente file con altri utenti di Windows Live.

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